IL SINDACO PESCATORE

Con Ettore Bassi

Regia: Enrico Maria Lamanna

Tratto dall’omonimo libro di Dario Vassallo

Testi di Edoardo Erba

Raccontiamo la storia di un eroe normale, Angelo Vassallo, un uomo che ha sacrificato con la sua vita l’impegno di difendere e migliorare il suo territorio e le sue persone, con la sua opera di uomo semplice onesto e lungimirante attraverso l’inizio della sua carriera politica, i successi straordinari ottenuti nel Cilento nell’ottica del Bene Comune, compresa l’operazione Dieta Mediterranea assurta grazie a lui a Patrimonio dell’Unesco, fino al suo tragico epilogo. Ambientalista convinto, amato dai suoi concittadini, in una regione malata e straordinaria come la Campania, Vassallo era noto come il Sindaco Pescatore per il suo passato da pescatore, per l’amore del mare e della sua terra che nella sua attività di amministratore lo aveva sempre ispirato.
Esempio di rigore nel rispetto della legge con modi severi e fermi che però permettono di mantenere intatta la bellezza di uno dei luoghi più caratteristici del Cilento; emblematica la sua ordinanza di una multa fino a mille euro per chi viene sorpreso a gettare a terra cenere e mozziconi di sigarette: un solo mozzicone inquina un metro cubo di acqua per un anno intero.
La sera del 5 settembre 2010, mentre rincasava alla guida della sua auto, è stato barbaramente e vigliaccamente ucciso per mano di uno o piu assassini ancora oggi ignoti. Più di 500 persone tra sindaci, amministratori locali e semplici cittadini il 10 febbraio 2018 hanno marciato per dire no alla archiviazione dell’ inchiesta sull’ omicidio
dell’ ex sindaco di Pollica.
Lo spettacolo prodotto da Michele Ido con la regia di Enrico Maria Lamanna è interpretato da Ettore Bassi, su drammaturgia di Edoardo Erba tratta dal libro di Dario Vassallo ” Il Sindaco Pescatore ” e dai racconti di chi lo ha conosciuto e non lo vuole dimenticare.
Lo spettacolo prevede il coinvolgimento diretto di una decina di ragazzi delle scuole delle città dove si andrà in scena.
E’ andato in scena, tra gli altri, al teatro Quirino di Roma, al teatro Petruzzelli di Bari, al teatro San Carlo di Napoli a seguito di un forum sul tema: il ruolo dei Sindaci in prima linea contro le mafie. Inoltre nel 2023 alla giornata inaugurale della 40ma Assemblea Nazionale dell’ANCI a Genova alla presenza del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio.
Nel 2016 è andato in onda su rai uno il film tv su questa storia, interpretato da Sergio Castellitto.

TI HO SPOSATO PER IGNORANZA

Con Gianfranco Gallo

Regia: Gianfranco Gallo

Ritorna in Teatro dopo 15 anni quello che ormai è diventato uno spettacolo Cult grazie ai Social. Alcuni brani esilaranti tratti dalla commedia, su Youtube e su altri siti, hanno raggiunto milioni di visualizzazioni, cosa molto rara per piccoli frammenti di Teatro di prosa. Questa volta a raccogliere il pesante testimone del fratello Massimiliano che con Gianfranco formava una coppia unica, ci sarà suo nipote Gianluca Di Gennaro, che ha tutti i numeri per diventare un bravo compagno di improvvisazioni e di scambi comici.

La messinscena è un omaggio al Teatro dal quale proviene e dal quale è partito, quel Teatro comico napoletano di nobile tradizione che porta con sè come un fiore all’occhiello. Un Teatro i cui eroi furono Antonio Petito e la sua famiglia, Cammarano, Eduardo Scarpetta e tanti altri che traghettarono il palcoscenico partenopeo dalla Commedia dell’Arte ai testi di Eduardo e dei nuovi drammaturghi. Una antica farsa di Pasquale Petito è lo spunto per un esilarante spettacolo, il cui titolo originale, “’A scarrecavarrile” (“A Scarica barile”), spiega tutta la trama: storia di tradimenti e perdoni nel segno di una grande tradizione comica rinnovata, protagonista incolpevole un bastone da uomo che fa da asse per una serie di costruzioni comiche di grande eleganza ed efficacia. Il lavoro di Pasquale Petito ha interessato subito Gianfranco perché riferendosi a suo modo alla classica pochade francese e dunque allontanandosi dalle farse del più rinomato fratello Antonio Petito, anticipa lo stile e la forma di colui il quale fu forse il più grande
commediografo napoletano e cioè Eduardo Scarpetta. Gianfranco asserisce di essersi divertito a metterci del suo per cui lo spettacolo acquista modernità e forza nella rielaborazione, quasi una riscrittura per un testo del quale ha conservato lo spunto centrale che è poi la vera macchina teatrale dell’antica farsa. Una messa in scena di sicuro effetto che trascinerà lo spettatore in un’epoca, passata e indefinita allo stesso tempo, nella quale ritroverà una vis comica, un linguaggio e un’attualità del tutto originali e vicini al moderno sentire.

LE PORNOPRECARIE

Con Maria Bolignano, Nunzia Schiano, Angela De Matteo, Yulija Mayarchck

Scritta da Maria Bolignano 

Questa commedia scritta da Maria Bolignano è un viaggio nel mondo del precariato femminile della società contemporanea ed una disamina sull’impatto che piattaforme come OnlyFans hanno avuto sul mercato dell’Eros on line e non solo.
Come riuscire a cavarsela in un mondo che oramai è andato avanti ad una velocità supersonica senza perderci le penne?
Questa domanda guida lo spettacolo che diventa un caleidoscopio di situazioni divertenti, battute fulminanti e personaggi iconici.

BREVE SINOSSI
Tre donne non più giovanissime (interpretate da Maria Bolignano, Nunzia Schiano e Yuliya Mayarchuk) si ritrovano all’improvviso senza soldi, senza mariti e senza futuro.
Disperate e costrette ad una convivenza forzata, decidono di trasformare la loro casa in un set per creare contenuti hard da mettere in PIATTAFORMA.
Ovviamente l’impreparazione delle tre donne sull’argomento metterà a dura prova le riprese e la buona riuscita del progetto . Come anche la necessità di tenere nascosto ai vicini e ai condomini, cosa stia accadendo in un appartamento che fino a quel momento sembrava appartenere ad una discendente di Maria Teresa di Calcutta.
L’esperienza, inizialmente scioccante, si rivelerà alla fine molto formativa.
Con la casa invasa da personaggi kitsch in voga sui social, ex pornodivi rispolverati , tra cui spicca Cioccola (interpretata da Angela De Matteo) e l’aiuto dell’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, le tre donne, diventate oramai amiche per la pelle, riusciranno finalmente a comprendere che l’EMANCIPAZIONE FEMMINILE, non è fatta di piedi o mutandine messi in vendita on line ma neanche di repressione sessuale o finta morigeratezza. Mina, Rosaria , Katerina e Cioccola alla fine di questa breve ma intensa esperienza, esigeranno di vivere una vita che , nonostante l’età matura, permetta loro di esprimersi in tutta la loro femminilità, in un mondo che vuole le donne troppo spesso a servizio di una visione maschile del mondo che non ci appartiene

 

JUCATURE

Con Antonio Milo, Adriano Falivene, Giovanni Allocca e Marcello Romolo

Di Pau Mirò 

Traduzione e adattamento di Enrico Ianniello

I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti. Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte. Le partite vere e proprie, però, non cominciano mai, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili.

Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena, invisibile il becchino balbuziente e logorroico, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più, ma non lo può dire a nessuno. E invisibile, naturalmente, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere.

La vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri antieroi, e allora non restano che le parole, parlarne agli amici, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere.

CARTA STRACCIA

Con Pino Strabioli e Sabrina Knaflitz

Regia di Pino Strabioli

I protagonisti Teresa e Agostino, sono due fratelli immersi nel loro laboratorio di carta artigianale, molto lontani dagli accadimen= rivoluzionari del 1968 che cambieranno nel profondo il volto del mondo. Teresa e Agostino saranno sorpresi dal giovane Remo, un nipote inaspePato il cui arrivo cela un personale segreto, destabilizzante come la Rivoluzione che avanza.
E’ il 1968 e Roma vibra a tempo di musica, cinema, moda, proteste studentesche. Le donne chiedono a gran voce un radicale cambiamento. Patty Pravo è la regina del Piper. E’ l’inizio di una rivoluzione che muterà il volto della storia. In un piccolo laboratorio di carta artigianale lavorano Teresa e Agostino, due fratelli che a malincuore, sono costretti a convivere. Il loro mondo è lì, tra quelle quattro mura, a riparo da quella rivoluzione che sembra così distante dalla loro vita che scorre tranquilla. Talmente tranquilla che anche la loro attività ormai sembra un ricordo del passato, tanto da convincerli a chiudere bottega e ritornare al paese natio, dove il padre aveva
lasciato loro una casa in eredità. Carta Straccia, inizia proprio da qui; dall’ultimo giorno di apertura del loro piccolo laboratorio di carta artigianale, quando un periodo della loro vita sembra essere terminato e un altro, ancora più tranquillo, pare stia per iniziare.
Ma le strade della vita sono imprevedibili e in quell’anno di svolta tutto sembra possibile. “La svolta” si presenta sotto le sembianze di Remo, nipote mai conosciuto, figlio di una sorellastra quasi dimenticata. Remo sembra il personaggio di un romanzo di Palazzeschi, Remo è come il ’68: una vera rivoluzione per le vite dei due fratelli. Agostino e Teresa decidono di non lasciare più Roma e di accogliere quel nipote gioioso e solare che, col passare dei giorni, sembra quasi dominare le loro vite. Tra gelosie e ripicche i due fratelli iniziano a rendersi conto che quel bellissimo ragazzo nasconde un segreto, un segreto che invano cercano di scoprire. É la storia italiana di quei giorni che irromperà nella vita dei due; la rivoluzione, tenuta fuori dalla finestra, è in realtà entrata dalla porta principale. Dopo la fortunata collaborazione de “L’abito da Sposa”,
Pino Strabioli e Mario Gelardi tornano a lavorare insieme per raccontare una piccola fetta d’Italia attraverso il teatro.

QUALCOSA E’ ANDATO STORTO

Con Carlo Buccirosso

Scritto e diretto da: Carlo Buccirosso

Corrado Postiglione, modesto avvocato di provincia al servizio di una clientela sempre piuttosto popolare, ma non per questo sprovveduta ed accomodante, si dedica spesso con zelo alle frequenti vicissitudini dei propri familiari, mamma fratelli sorelle zii generi nipoti cugini ed affini, impelagati in controversie e liti di varia natura ed entità… per risolvere le quali e costretto a fare di necessità virtù, Postiglione fa grande sfoggio di una vasta gamma di sotterfugi pur di riacquistare la stima dei parenti ormai persa da tempi remoti, ed anche un minimo di introiti mensili per poter vivere in maggiore serenità… ma la buona sorte, che mai aveva fatto parte della vita del povero Corrado non l’assisterà neppure durante la delicata missione di tutore familiare… così che quando tutto sembra poter andare per il meglio, quando anche la più brutta delle rogne appare felicemente debellata, ecco che arriva l’imponderabile, come un fulmine a ciel sereno, qualcosa che neanche un principe del foro sarebbe stato in grado di prevedere ed aggirare… la malattia della mamma, la vera patrona della casa, di colei che da sempre aveva indirizzato e condizionato la vita dei figli, ma non quella della sua amata nipote, un’anima ribelle pronta a mettersi contro il mondo intero pur di difenderla agli occhi di tutti, persino a quelli dei suoi genitori, dello stimato e saccente cugino, e degli stessi zii mai uniti nelle loro esternazioni, e pertanto sempre più logorati da interessi contrastanti e repressi…il triste fardello del male spietato che entra in casa senza bussare, la casa dove Corrado era nato e cresciuto, ed un intero nucleo familiare che improvvisamente è alle prese con le incognite dell’eredità, legittima o testamentaria che sia, la più scontata delle controversie civili pronta a trasformarsi in combutta incivile, con una sola persona chiamata in causa a dirimere l’impossibile, l’imponderabile, l’indifendibile…zio Dodò, alias Corrado Postiglione, l’avvocato delle cause perse, solo contro tutti, al centro di tutto, ma disposto a tutto pur di risolvere il caso più difficile della sua carriera, con i clienti più rognosi che potessero capitargli e che mai l’avevano stimato… il caso disperato arrivato per caso che può cambiare una vita, forse la sua vita, e quella dei suoi clienti, i suoi “cari parenti”…ma chissà…qualcosa potrebbe non andare per il giusto verso …chi può dirlo?!… Forse solo io, ma di certo non ve lo dirò…